un'arte: riprodurre un'insetto... - Contea dei cento Castagni

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un'arte: riprodurre un'insetto...

La pesca a mosca

Sono certo che chiunque osservi un costruttore di mosche artificiali mentre con materiali naturali, ( piume di tutte le fogge e colori, peli di vario tipo e consistenza, nonchè fili di vario genere oltre a vernice solitamente nera ma occasionalmente anche rossa o marrone per chiudere il nodo della testa) dà forma all'imitazione di un insetto direttamente sull'amo fissato al morsetto, resti meravigliato da tanta manualità e maestria.
Lo scopo mio in queste pagine, non è di aumentare i pescatori ma di avvicinare, soprattutto chi non conosce questo mondo, alla pesca a mosca e questo per due validi motivi:
1°) Una volta comprese l'arte e la filosofia di questo metodo di pesca nella sua totale interezza, ci si accorgerà con quanta facilità, invece di predare il fiume, non ci si senta in dovere di poggiare la canna ad una roccia e seduti sulla stessa, restare incantati a guardare, per cercare di capire e perchè no, fare nostri, tutti quei miracoli che accadono sott'acqua e che normalmente un occhio qualunque non vede. Basta solo alzare una pietra del torrente per cominciare a meravigliarsi.
2°) Dal lato piscatorio questa modalità di pesca, se correttamente interpretata, permette di prendere i pesci che vogliamo e cioè quelli che raggiunta una certa misura, si sono già riprodotti almeno varie volte. Infatti il pesce si allama  quasi esclusivamente sulla cartilagine dura del labbro superiore o inferiore e noi  schiacciando l'ardiglione dell'amo con una pinzetta prima di metterci in pesca, potremo senza fatica e senza nemmeno toccare il pesce sottomisura con le mani liberarlo senza danni, causandogli solamente un momentaneo accumulo di acido lattico che una volta rientrato, vedrà la piccola trotella più vispa e furba che mai. Questo significa che un torrente, come allo stesso modo un grande fiume, potrebbero ripopolarsi autonomamente prediligendo le specie autoctone e non (a parte gli avannotti degli incubatoi di fondovalle) essere riforniti di pessimi pesci dall'incerta qualità e sanità, per soddisfare il "pronta pesca" a vantaggio di quei tanti "pescasportivi" come vengono chiamati da coloro che ne sfruttano il numero politicamente, ma che di sportivo, Dio ce ne guardi e scampi...non hanno assolutamente nulla.
Nelle prossime foto potrete vedere dei lucci presi da me con un pesciolino snodato fatto in pelo di cervo.
Un pescasportivo,a meno che non sia un amante dello Spinning, per prendere lo stesso pesce, prende un'Alborella e la infilza su un'ancoretta per la schiena in modo da farla soffrire senza ucciderla. La povera bestia, si dimenerà per molti minuti nell'acqua per il dolore e i suoi tentativi di liberarsi, è auspicabile che attirino il predatore ma...non per dare soddisfazione al vero "predatore" che è fuori dall'acqua ma semplicemente, per porre fine velocemente alla sua malvagia tortura.
Potrei capire il motto "Mors tua vita mea" se l'uomo vivesse esclusivamente di caccia e pesca ma nel mondo moderno di oggi, cercare di scusare un simile comportamento è solamente...feroce ipocrisia!

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